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Di anni ne sono passati tanti (ormai viaggiamo verso quota 26), ma IDEA non ha mai perso la sua freschezza. Certo, si è aggiornata come contenuti e nella grafica e poi il “gran salto” verso la periodicità settimanale, ma l’indole è sempre quella degli inizi: massima apertura al nuovo, marcata attenzione verso il mondo che ci circonda, vivace curiosità anche e soprattutto nei confronti delle cose belle della vita. Non si può negare che già il primo numero di IDEA, nel 1986, abbia costituito una novità eclatante nell’ambito del mondo dell’informazione in provincia di Cuneo, concretizzando l’intuizione della “televisione su carta stampata” che Carlo Borsalino aveva cominciato a coltivare fin dai tempi della sua collaborazione con la neonata Telecupole Piemonte, negli anni Settanta.

La bontà e l’originalità del progetto, la capacità imprenditoriale che lo sosteneva, l’intelligenza di coloro i quali iniziarono a realizzarlo, la cura con la quale è stato affrontato il lavoro e la bravura e la capacità di approfondimento degli autori di articoli e interviste che si cimentarono nell’impresa garantirono l’immediata positiva partenza di IDEA, ben presto impostasi presso l’opinione pubblica della provincia conquistando, di conseguenza, l’attenzione di un numero sempre più ampio di inserzionisti.

Per tutto questo tempo l’appuntamento con IDEA è diventato familiare e ora è atteso da decine di migliaia di fedeli lettori. La ampia storia della testata di casa Uniart, è entusiasmante, soprattutto resa possibile dalla disponibilità di oltre duemila inserzionisti, dall’attenzione dedicataci dai lettori e, non ultime, dalle capacità dei giornalisti e della redazione.

IDEA. Il pubbliredazionale vincente

La pubblicità va intesa come una forma di comunicazione capace di instaurare un dialogo effettivo fra mittente e destinatario. E alla sua base si pone la progettazione testuale del messaggio. O meglio, la formula dei pubbliredazionali. Una felice intuizione della rivista IDEA sin dai suoi esordi, e testimonianza, dopo 25 anni di collaudato rodaggio, della negazione di un luogo comune molto diffuso sulla pubblicità, ossia che le immagini siano sempre e comunque più efficaci del testo. Questo è a volte vero, altre no. È indubbio che sia più efficace far vedere una camicia che non descriverla; ma se questa camicia è realizzata con un tessuto esclusivo, un processo di lavorazione completamente a mano, personalizzata con i dettagli che piacciono al cliente, scegliendo tra 245 sfumature di colore, come lo si dice con un’immagine? In questo caso il pubbliredazionale, usando la forza e la flessibilità del testo unito alle immagini della camicia, consente di descrivere questo prodotto nel dettaglio. Il valore della camicia assume ancor più importanza se a confezionarla è stata un’azienda storica, che ha un passato di tradizione e un futuro in espansione legato all’imprenditorialità delle nuove generazioni. Il requisito fondamentale di un pubbliredazionale di successo è racchiuso nella capacità di illustrare in modo esauriente un prodotto o un’attività, dando informazioni utili, ma soprattutto concrete e reali ai lettori. Nulla è più controproducente che raccontare una bugia commerciale facilmente smascherabile.

La capacità... di crederci

«Quel che conta non è l’idea, ma la capacità di crederci», recita un aforisma attribuito ad Ezra Pound. Se il poeta americano avesse visto con i suoi occhi il fiore all’occhiello dell’Uniart, sarebbe stato costretto a rivedere almeno in parte il suo motto, arrivando alla conclusione che... «Quel che conta è IDEA e la capacità di crederci»! Conta crederci, è indubbio, perché altrimenti non sarebbe immaginabile essere protagonisti della scena provinciale (e non solo) da venticinque anni e avere tutte le carte (e le intenzioni) in regola per giocare ancora a lungo un ruolo di primo piano nel panorama editoriale piemontese. Ma è altrettanto importante partire da un’idea vincente, un’idea che sia ben definita e al contempo capace di evolversi, per rispondere sempre nel migliore dei modi ai cambiamenti del territorio cui si riferisce. Per noi, l’editore Carlo Borsalino in testa, l’idea di base di IDEA è stata da subito chiara: editare un settimanale che fosse una “televisione su carta”, con inchieste locali e nazionali, interviste a noti personaggi della politica e dello spettacolo, reportage e “fotografie” della realtà socioeconomica della Granda.